Panico da spartito nuovo?
Hai mai provato quella sensazione di insicurezza di fronte a uno spartito nuovo? Una parte nuova sul leggio, il maestro dà l’attacco e un nodo alla gola ti assale: ti senti perso/a tra le note, il ritmo e il tuo cervello va in crash. “Ascolto i miei compagni di sezione” pensi, “perchè da solo/a non ne esco”. Se hai vissuto questa esperienza, sappi che non sei solo/a.
In questi anni di insegnamento sono venuta a contatto con tante storie di esperienze faticose con la musica e quasi tutte avevano in comune l’approccio con lo spartito musicale, in particolare il temutissimo solfeggio: genitori che portano i loro bambini a fare musica da me, con brutti ricordi del flauto alle medie (hai dei flash anche tu?) e/o allievi di flauto alle prese con i primi brani lunghi e difficoltosi in banda. Un’estrema fatica a far risuonare le note sullo spartito nella propria testa, portando alla perdita di fiducia nelle proprie capacità e soprattutto del piacere di fare musica.
La buona notizia è che puoi migliorare la tua lettura musicale. Non ti sentirai costretta a dipendere dai tuoi compagni di sezione per sempre, ma anzi puoi acquistare sicurezza e imparare a fare squadra con la tua sezione. In questo articolo scoprirai perché leggere lo spartito può essere difficile e, soprattutto, ti indicherò alcune strategie pratiche da adottare per migliorare.
Perché leggere lo spartito è così difficile?
1. Sei stato/a esposto/a troppo presto alla lettura musicale
Nell’insegnamento tradizionale, soprattutto se si inizia da adulti, si tende spesso ad iniziare subito dalle note sul pentagramma, senza prima occuparsi di sviluppare e consolidare le attitudini musicali (intonazione, senso ritmico, ascolto), e si, non c’entra il talento, ma tutti abbiamo delle attitudini che possiamo sviluppare.
Secondo la Music Learning Theory di Edwin Gordon, in particolare, l’apprendimento musicale segue un percorso simile a quello del linguaggio: prima ascoltiamo e comprendiamo i suoni, poi li riproduciamo e solo dopo impariamo a leggere e scrivere.
Se non ti è stata data l’opportunità di esplorare e allenare la tua musicalità, potresti aver saltato dei passaggi importanti e questo può aver generato una fatica eccessiva nel tradurre i simboli musicali in suoni.
2. Leggere lo spartito è un’abilità complessa
Spesso lo diamo per scontato, ma suonare uno strumento musicale in banda significa gestire molte informazioni contemporaneamente:
- Leggere la tua parte e capire cosa devi suonare.
- Seguire il direttore e le sue indicazioni (rallentandi, crescendi, diminuendi, fraseggi e chi più ne ha ne metta!)
- Ascoltare le altre sezioni e incastrarsi con loro ritmicamente e con l’intonazione.
- Mantenere il tempo con precisione.
Se ti senti sopraffatto, è del tutto normale! Ci sono però alcuni passaggi che possono aiutarti a sviluppare piú consapevolezza in quello che suoni e leggi, per affrontare tutto questo con più consapevolezza e serenità.
L'importanza del movimento e dell'ascolto prima di leggere lo spartito
Per sviluppare una buona lettura a prima vista, c’è un aspetto fondamentale da considerare e non sottovalutare: attivare il corpo e l’ascolto, strumenti necessari per sviluppare una comprensione profonda della musica e non solo un qualcosa di meccanico. La musica, infatti, se ci pensi, non è solo un insieme di note scritte, ma prima di tutto un’esperienza fisica e sensoriale: pensa alle più grandi band rock degli anni ‘70 e ‘80, a come percepivano la musica, suonando insieme a tempo, ascoltandosi e padroneggiando i loro strumenti senza avere davanti uno spartito; ma pensa anche anche ai nostri nonni, a quanto la musica è sempre stata vissuta da loro con il corpo e la voce. E si, é qualcosa che puoi attivare anche tu, iniziando da questi step:
- Cerca il brano che ti interessa su YouTube o Spotify o fatti consigliare dal tuo maestro di banda.
- muoviti seguendo il ritmo: con i piedi ben appoggiati a terra, muoviti come ti viene più naturale e cerca le pulsazioni più forti con il corpo, oscillando a destra e sinistra, come quando alla radio passa la tua canzone preferita; senti le pulsazioni sotto i piedi (se ti aiuta puoi associarle alla sillaba DU o BUM), quando le trovi mettile anche nelle mani, battendo sulle gambe.
- Ora cerca le suddivisioni più piccole, mettendo sulla punta delle dita (puoi associare le sillabe TI TI).
- Ascolta il brano più volte: senza lo spartito immergiti nella musica per capirne il carattere e le diverse sezioni (ci sono melodie che si ripetono? Cambi netti?).
- Scegli un piccolo frammento di melodia e cantalo: il canto ti aiuta a sviluppare comprensione di ciò che stai ascoltando. Se ti risulta faticoso fallo solo mentalmente e/o prova a cantare solo il suono finale, quello su cui si conclude il brano o un frammento più breve.
Ora che il corpo e l’orecchio sono coinvolti attivamente, puoi iniziare a dedicarti allo spartito.
Come migliorare la lettura dello spartito: strategie pratiche
1. Ascolta il brano seguendo lo spartito
Prima di provare a leggere le note, suonare, canticchiare, prenditi ancora del tempo per ascoltare nuovamente il brano con lo spartito davanti. Ti chiedo, quindi, di provare a fare il passaggio contrario rispetto a quello che fai di solito, scoprendo a poco a poco i simboli associati alla musica che hai sentito prima, un po’ come se fosse la prima volta per te. Non cercare di comprendere tutto (durate, dinamiche, segni), goditi il processo. Immagina di star leggendo per la prima volta una storia che hai sentito raccontare a voce, parola dopo parola.
2. Osserva lo spartito
Ora osserva tutto lo spartito nella sua totalità, senza ascoltare l’audio.
- Qual è la tonalità? Quale o quali indicazioni di tempo ci sono?
- Ci sono parti che si ripetono?
- Noti sezioni con ritmi più complessi?
- Simboli o indicazioni che non ti sono chiare?
Individuare questi elementi ti aiuterà ad avere un’idea più consapevole dello spartito che hai davanti, di ciò che ti è chiaro e ciò che invece non lo è ancora.
N.B. Se alcuni concetti teorici, come per esempio tonalità, indicazione di tempo, non ti sono chiari, non ti preoccupare, focalizzati solo su ciò che conosci, oppure torna al punto 1 e dedicati a percepire le pulsazioni con il corpo.
3. Concentrati sul ritmo
Ora riaccendi l’audio e, con lo spartito sempre davanti a te, prova a rintracciare le pulsazioni che hai trovato prima nel corpo sulla parte (su quali note le senti?). Per farlo puoi:
- Segnare le note che corrispondono alle pulsazioni forti sullo spartito battendo con la matita o il dito.
- Battere i piedi sulle pulsazioni principali mentre segui visivamente lo note.
- Aggiungi le suddivisioni (TI TI) con la voce.
Ricorda, non devi fare tutto, puoi scegliere anche solo uno di questi suggerimenti, per migliorare la tua comprensione e fluidità nel seguire lo spartito. Più il tuo corpo sente il ritmo, più facile sarà interiorizzarlo e associarlo in modo fluido anche ai simboli musicali.
4. Separa la lettura ritmica da quella delle note
Uno degli errori più comuni all’inizio, se non si ha sviluppato sufficiente confidenza con lo spartito, è cercare di decifrare ritmo e note contemporaneamente. Procedi per gradi:
- Leggi solo il ritmo: tieni il tempo come prima e usa la voce per scandire la ritmica.
- Individua le note: senza preoccuparti del ritmo, osserva le altezze e la loro posizione sullo strumento.
- Unisci le due cose con calma, ripetendo a piccole sezioni.
5. Spezzetta la lettura: piccoli passi, grandi risultati
Qualche consiglio generale per proseguire in modo più approfondito. Ricordati di:
- Concentrati su una breve sezione alla volta.
- Tieni il contatto con le pulsazioni principali: dove le sento, dove cade il battere?
- Unisci progressivamente le parti.
In questo modo, il brano diventerà a poco a poco più familiare e, quando troverai ritmi simili in altri brani, li riconoscerai più velocemente e la lettura diventerà sempre più fluida.
Quale consiglio proverai per primo?
Affrontare difficoltà nella lettura dello spartito é del tutto normale ma questo non vuol dire che non puoi fare musica. Migliorare nella lettura è un viaggio, diverso per ciascuno, ma puoi goderti ogni tappa, con curiosità, scoprendo ad ogni passo qualcosa di nuovo.
Quale consiglio proverai per primo? Se ti va, fammelo sapere nei commenti.